Gutai tra passato e presente

Spazio Arte dei Mori, Venezia
in collaborazione con
Hôtel des Pechêurs – Isola di Cavallo (Corsica)
presenta
GUTAI FRA PASSATO E PRESENTE
maestri giapponesi contemporanei
Yasuo Sumi, Loco e Gruppo AU
a cura di Andrea Mardegan e Raffaella Borghi
dal 5 al 30 agosto

Introduzione:
L’Italia è il paese dove il gruppo Gutai storicamente approda per la prima volta in Europa. Nell’aprile del 1959 una mostra dal titolo significativo “Arte Nuova” al “Centro Arti Figurative” del Circolo degli Artisti e presieduta da un comitato di cui fanno parte Michel Tapié, Luciano Pistoni, Angelo Dragone e Coichi Tominaga, presenta i maggiori esponenti del Gruppo Gutai: Yoshihara (leader del gruppo), Kanajama, Masanobu, Muratami,
Motonaga, Shimamoto, Shiraga, Sumi, Tanaka.
Il secondo conflitto mondiale lascia dietro di sé un mondo sconvolto e allibito, popolato da sopravvissuti all’inutile orrore post-atomico che gridano all’unisono: libertà. Esistere genera passioni, tensioni, disagi, l’arte li esprime nel modo più libero, spontaneo e violento possibile, al di fuori di qualsiasi schema precostituito e contro ogni regola acclarata. L’opera, svuotata di qualsiasi residuo valore formale, si esaurisce con l’atto creativo e mette
a nudo l’intenso valore espressivo di un grezzo supporto irregolare o di una materia cromatica densa, che diventano testimonianza di vita. L’evento artistico invade la quotidianità, l’incrocio di generi muove pittura, calligrafismo, performance, opere teatrali, improvvisazioni, “l’avanguardia sotto il cielo” (fondata nel 1954 da Jiro Yoschihara ad Osaka) risponde alla comune necessità del superamento degli sbarramenti della tela, con l’azione performativa e la violenza del caso. Gutai, cioè materializzato, attua una radicalizzazione del sentire, immediata, urgente, non compromissoria, pittura = azione. È un’arte insofferente dei limiti che nasce non come modalità di espressione di istanze ed impulsi soggettivi, ma quale “atto in sé”.
Ad un paesaggio brutalizzato dalla deflagrazione atomica, foriera di uno sviluppo a marce forzate fatto di accelerazioni ad alta tecnologia e speculazioni fluttuanti, sfruttamento e degrado industriale, artisti come Shozo Shimamoto, Yasuo Sumi e altri del Gruppo Gutai oppongono lo sfregio, lo spazio, il quadro, la pietra, la macchina bellica, i passi, una pittura al servizio dei suoi stessi materiali, tesa alla valorizzazione delle loro qualità
intrinseche. Questi artisti sono tra i più significativi esponenti di quella rivoluzione artistica che nel dopoguerra si esprime negli USA attraverso l’opera di Pollock e John Cage, in Europa attraverso quella di Lucio Fontana: “pittura azione” dunque, e già importanti confronti sono stati fatti tra i percorsi di queste quattro cruciali figure che si muovevano simultaneamente nel complesso orizzonte postbellico, giungendo, attraverso percorsi autonomi
e diversi, alla necessità condivisa di poter superare il limite, lo “sbarramento” della tela quale tradizionale supporto dell’opera d’arte pittoricamente intesa, attraverso l’azione performativa quindi, ed anche la violenza, la casualità, il gesto accidentale agite sul medium e sul supporto.
…come una linea priva di spessore non esiste, un colore senza materia non si concretizza.
Io credo che la prima cosa da fare sia liberare il colore dal pennello”.Shozo Shimamoto.

Gli artisti in mostra:
YASUO SUMI è nato nel 1925 a Osaka. E’ conosciuto come uno dei più importanti Action Painters del movimento Gutai. Dopo essere entrato nel Gutai nel 1955, Sumi diventa membro dell’Art Club rappresentato da Taro OKAMOTO. Sumi ha partecipato a tutte le mostre del Gutai, dalla prima alla ventunesima.
Ora è membro AU alle cui esposizioni partecipa immancabilmente. È stato invitato ad esporre in moltissime mostre nei musei di arte moderna di Tokyo, Kyoto, Hyogo , Osaka, Ashiya, Ciba , Miyagi , Fukuoka, Itami, Shibuya ed altri.Sumi ha fatto anche molte mostre in diverse gallerie di Tokyo, Osaka e Itami. All’estero Sumi ha partecipato alla 45ma Biennale di Venezia (Strada verso l’Oriente).Il progetto è stato finanziato dalla Japan
Foundation e sostenuto dal governo italiano. Sumi ha fatto molte mostre all’estero, tra cui la Galerie National du Jeu de Paume di Parigi; Martha Jackson Gallery di New York, New York Cultural Exchange Center; Museo Auckland; Museo di Arte Contemporanea di Roma, Torino Figurative Gallery, Torino International Aesthetic Studio, l’Art Center di Milano; Helsinki Art Academy; Rotterdam Design House; Off Center in Canada; e ancora
in Inghilterra, ed in Cina. Molte delle sue opere sono state acquisite da musei, studi e gallerie.
In occasione di un’esposizione su palcoscenico Sumi ha proposto una action painting consistente nel lanciare dei colori su un telo di vinile in maniera che scorressero spontaneamente sul supporto. In esperienze artistiche successive ha cominciato a separare i colori meccanicamente con strumenti (vibratore e altro). In questo modo molte linee riempiono la superficie in maniera organica a formare una corrente principale, ma è degno di nota il
contrasto con altre opere in cui le linee si susseguono a intervalli ritmici. La caratteristica dell’action painting di Sumi è quella di non riflettere troppo sulla struttura e la disposizione del colore bensì .
Il mio concetto di arte. Quando faccio le mie opere, il mio atteggiamento è di “yakekuso (disperazione),
fumajime (mancanza di serietà), e charanporan (irresponsabilità)”. Precisamente, per disperazione intendo
quella condizione di completa liberazione dello spirito, per cui sento di non avere limiti ed anche il mio
talento in se stesso può esprimersi senza limiti. La mancanza di serietà è il rifiuto del passato. Dal passato
fino al presente ci sono state e ci sono molti statuti e norme all’interno delle nostre società. Il rifiuto o
l’ignorare tutto ciò non è nient’altro se non il futuro. Infine, l’irresponsabilità è proprio il ritorno della
persona. In altre parole, se non ci fossero ne’ la società ne’ la famiglia, penso che tutto potrebbe rientrare
nell’irresponsabilità. Sin dall’inizio, l’uomo, prodotto della natura, ha posseduto un grande potere. Quando
quel potere si manifesta come disperazione, mancanza di serietà ed irresponsabilità, ritengo che si realizzi
l’espressione di se stessi mostrando nella sua pienezza la forma vera della persona.
La forza della natura. L’uomo è un prodotto della natura e per questo ha in sé il potere della natura, una
grande forza come quella che si sprigiona durante un terremoto o un tifone. Penso che anch’io ho questa
forza della natura e per me l’arte ne è l’espressione.A me piace non pensare a nulla. Quando disegno, nella
mia mente sparisce tutto. Rimane solo la sensazione di divertimento e gioia. E mentre sono così assorto, mi
appare davanti l’opera. È l’opera stessa che una volta completata risveglia il mio cuore ed io raggiungo il
massimo della felicità e della soddisfazione.” Yasuo Sumi

LOCO Hiroko Mardegan è nata nel 1976 nella prefettura di Ibaraki. E’ stata la discepola prediletta del maestro Gutai Shozo Shimamoto, con il quale ancor oggi collabora artisticamente. LOCO ha inizialmente creato una forma d’arte nuova e vitale, prendendo i bicchieri di carta o di plastica come materiale di espressione privilegiato sostituendoli alla più comune tela da pittore, cosa che l’ha resa famosa specialmente in Giappone dove molto
spesso ella appare in televisione. La sua arte esprime la gioia di vivere e l’importanza del contatto tra persona e persona. La sua è un’arte che vuole stupire con l’immediatezza e la semplicità dell’innovazione creativa. I suoi lavori precipuamente su tela rientrano in una sua fase artistica successiva. Possono sembrare apparentemente ermetici ma non sono altro che uno specchio delle sue performances traboccanti di vita. Una volta vista una sua
performance, anche la sua opera diventa chiara. Non è un lavoro, il suo, che va spiegato o commentato con molte parole, ma che va vissuto e “compartecipato” con un sentire empatico, pre-lessicale.
Capace di suscitare grande interesse in patria, la stampa si è occupata spesso di lei ed è apparsa in numerose occasioni alla televisione nazionale giapponese, oltre che su quelle locali e alla radio. Ha all’attivo più di 100 eventi, 2 libri, numerosi seminari universitari ed è stata più volte invitata da musei di rilevanza internazionale.
L’arte non e’ qualcosa difficile da capire o difficile da realizzare.
Per me arte e’ ridere di fronte a una cosa inaspettata. Forse l’arte e’ solo uno scherzo.”LOCO.

GRUPPO AU. E’ un importante gruppo artistico giapponese di cui fa parte anche Yasuo Sumi e con cui collabora Shozo Shimamoto. Le opere degli artisti rappresentano una grande varietà di stili, di media e di genere artistico praticati dai membri del gruppo, capaci di spaziare dalla performance alla calligrafia, dalla pittura alla scultura con carta. Sono presenti nella mostra opere di due esponenti del Gruppo AU, Motonari Nohara e Teru.
Tutti gli artisti presentati hanno preso parte alla mostra che si è tenuta presso lo Spazio Arte dei Mori di Venezia (dal 10 giugno al 21 ottobre 2007), compresa nel circuito degli Eventi Collaterali della 52a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Nel periodo della mostra sarà proiettato il video Gutai tra passato e presente realizzato il 9 giugno 2007 nell’ambito dell’Evento
della Biennale.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: